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GIORNO 10 - QUELLO CHE NON CAMBIA

Ho dovuto leggere tante lettere prima di trovare le parole e il coraggio per raccontare la mia storia. Se guardo ai giorni appena trascorsi di fatto non è cambiato molto nella mia routine. Gli uffici si sono svuotati, certo, ma il lavoro non è cambiato. Che sia in salotto o nell'open space di un'affollata multinazionale, il lavoro è sempre quello. La vita sociale e gli amici si sono trasferiti sui social, ognuno dal proprio divano, si va avanti tutti insieme. Netflix è sempre lo stesso. Sicuramente qualcosa mi manca, forse le cene in famiglia? Ma dal 4 Maggio si può dire di tornare alla normalità? Mi manca andare al mare, ma non è che ci andassi poi così di frequente. Mi manca la montagna e la neve, che non vedo da 3 anni. Il day by day non è poi così diverso,  tutta una corsa per arrivare a sera e al week end. Giusto il tempo di una pizza ed è già lunedì. Non so bene quale sia il valore aggiunto che questa crisi ha portato nella mia vita. Potrei citare q...

GIORNO 9 - CAPIRE CHI MI FA STARE BENE

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Ecco davanti a me una pagina bianca di foglio word, è il momento giusto per mettere nero su bianco tutti i pensieri che ho nella testa.  Siamo in quarantena, ho dovuto mettere in pausa la mia vecchia vita e momentaneamente viverne un’altra senza tutte le persone che ne facevano parte. Sono già passati quasi due mesi, i giorni trascorrono tutti uguali nella propria abitazione, tutto sembra più amplificato perché sei solo con te stesso, a volte mi sento felice, a volte triste, proprio come quando da bambini si andava sull'altalena. Dato che mi reputo una persona che cerca di vedere sempre il lato positivo delle cose, sto utilizzando questo lockdown (usiamo qualche termine inglese che fa tendenza) per capire chi mi manca veramente, chi voglio al mio fianco, cosa e chi mi fa stare bene.  Foto di  fabio.tsu  da  Pexels Però, oltre a capire cosa voglio io, riesco anche a vedere l’atteggiamento delle altre persone che mi stanno vicino. Capisci chi tiene ...

GIORNO 6 - SEMBRA SEMPRE LA FINE

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Carissimo Leonardo, forse non leggerai mai questa mia lettera, ma è giusto che io trovi il tempo di scriverla. Ti voglio bene e vorrei prendermi un attimo per raccontarti una storia che forse non ti servirà a niente nella vita o forse ti permetterà di vedere le cose in modo diverso.  Forse i tuoi figli lo studieranno a scuola, ma tu potrai dire di averlo vissuto.  Siamo in Italia, l'inverno sta per finire, sono anni che non c'è un governo del popolo. Una riforma costituzionale è alle porte, tra le tante cose.  La crisi economica sta dividendo il paese da più di dieci anni, ma ognuno continua la sua vita come se nulla fosse. Ci sono polemiche e proteste, tanto vocio e un forte dissenso nell'aria, ma nulla di concreto. Siamo negli anni 20 del 2000, in uno stato malato, spaccato e in forte crisi. In Cina, letteralmente dall'altra parte del mondo, o quasi, è in corso una strana epidemia, un virus. Tra chi parla di complotto e chi origina il vir...

GIORNO 5 - IO RIPARTO DA QUI

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19/04/2020 Giorno X. Questo simbolo apparentemente così semplice ha infiniti significati. Incognita, forse il termine più appropriato per descrivere quanto sto vivendo. Parlo in prima persona perché voglio indirizzare questi pensieri a me stesso, al me bambino, al me adolescente, al me ragazzo, al me adulto, al me attuale, al me futuro. Mentre ascolto un malinconico Mahmood, ripenso a questi 29 anni di vita. Di tempo per pensare ce n’è fin troppo in questa primavera insolita, drammatica per il nostro pianeta. Chi l’avrebbe mai detto di dover fronteggiare una situazione del genere? Io, noi, essere umani abituati alla libertà, quasi a non dover rendere conto a niente e nessuno e invece adesso, chiusi forzatamente in casa, per il bene di tutti, un’esperienza alienante. Per fare una metafora è come un’auto abituata a fare i 120 km/h su rettilinei dei quali non si vede la fine ed, improvvisamente, costretta a frenare bruscamente per una coda inaspettata. Le auto in realtà sono fatt...

GIORNO 4 - Sta poi a noi trovarne il senso

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Cara Giulia, quando Veronica mi ha proposto di scrivere questa lettera, ho pensato:  "Cavoli! Bella sfida!" Un ' occasione per guardarmi dentro, l'introspezione in questo "tempo sospeso". Tutti ci siamo fermati, chi solo, chi in famiglia, privati di quella libertà che ci è tanto cara, paralizzati dalla paura di quel "nemico invisibile" che ci ha cambiato la vita tutto d'un tratto. Emozioni che si alternano, quasi in un caos, a tratti lasciano spazio alla solita "apatia dei sentimenti", che ho imparato a costruire negli anni: la mia difesa. C'è la paura di ammalarsi, timore per chi mi è vicino e anche per chi è lontano. Poi il momento del "bollettino di guerra", ogni giorno al solito orario: mancava il respiro. Vivevo questi giorni con la sensazione di non aver più un mio spazio, un mio momento di svago, costretta a non poter scappare nei luoghi cari in cui sono solita andare nei "momenti no". Ric...

GIORNO 3 - DISTANTI MA UNITI

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Mi sembra di essere tornato a scuola, ma ci provo. Non so bene come iniziare, l'ultima lettera che ho scritto era per l'avvocato. Egregio me del futuro. Ho pensato molto a cosa scrivere e mi scuso se la mia lettera sarà troppo semplice. Da questa pandemia ho riscoperto i veri amici, quelli che ti chiamano per sapere come stai e non solo perchè hanno bisogno. Questo ho imparato, stare uniti anche a distanza. Chiamare e sentire le persone care per avere un rapporto anche senza vedersi.  Avrei voluto non dover vivere tutto questo per riscoprirlo, ma ora non voglio più dimenticarlo. Amici scrivete anche voi cosa avete imparato. Questa quarantena non deve essere inutile. 

GIORNO 2 - SCUSA

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"Care generazioni future: vi prego di accettare le nostre scuse. Eravamo ubriachi fradici di petrolio." - Kurt Vannegut - Foto di  Akil Mazumder  da  Pexels #22aprile #GiornataMondialeDellaTerra #EarthDay2020

GIORNO 1 - PRENDERSI CURA DI SE STESSI

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Cara me del futuro, non ci saremmo mai aspettate di trovarci in questa situazione. Abbiamo immaginato spesso come sarebbe stato trasferirsi nuovamente in Italia dopo aver vissuto 4 anni in UK. Ed eccoci qui. Le giornate sono molto lunghe e tutte le persone sono obbligate a stare a casa in quarantena. Stiamo vivendo attraverso le notizie del telegiornale che ci aggiornano sulla situazione e sulla progressione del contagio del Covid19, questo maledetto virus che sta mettendo in ginocchio tutto il mondo. Tu ti devi ritenere fortunata perchè la tua famiglia adesso è a casa, avevi così tanta paura per papà finchè non lo hanno costretto alla quarantena. Qualcuno nella tua famiglia purtroppo avrà contratto il virus, ma non ti preoccupare, l'ha sconfitto ed ora sta bene. E' il 18 aprile 2020 e ogni mattina ti svegli, scendi in cucina e trovi papà in cucina che ti prepara la spremuta di arancia (che hai iniziato a farti piacere). Eh sì, anche questo miracolo è successo, adesso...

Let's write your story

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How are you living this pandemic? Tell it to your future self. "Dear future me",  write down your feelings in a letter to your future self, tell him/her your personal experience, your story. How do you feel this pandemic is going to change your life, how has it already changed and what are your fears and your desires. Which message do you want to deliver to your future self for he/she remembers what you've gone through so that he/she can learn from it and build a better future. Send me your letter and I will publish it anonymously. Share this initiative with your friends, ask them to write their own letters. The website is written in Italian, but you can send me the letter in your native tongue and I'll post it. Feel free to contact me if you want to translate the letters or the web posts in your language in order to share the initiative. Stay together, stay at home against COVID 19. For a better future, for our future. Many thanks

GIORNO ZERO - CONDIVIDERE

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Deve essere per forza anonima?  Ho scritto la mia lettera, ma vorrei fare qualcosa di più. Vorrei mandare un messaggio e dare voce alle mie parole, vorrei metterci la faccia. Scrivere e trovare le parole non è stato semplice, ma mi ha permesso di crescere personalmente, di mettere nero su bianco i miei pensieri, di raccontare la mia esperienza. Per ogni persona il risultato finale sarà diverso, ognuno porterà a casa quello di cui più aveva bisogno, ciò che stava cercando, o quantomeno una parte di esso. Ma una volta fatto il primo passo potrebbe venir voglia di andare avanti, scoprire cosa c'è dopo. Voler condividere il proprio pensiero non solo per il "bene comune" ma per raggiungere in prima persona i suoi affetti. Persone conosciute con cui vive il quotidiano, persone con nomi e cognomi ben noti. Io come promesso pubblicherò tutte le lettere in anonimo e cercherò in ogni modo di darti la possibilità di essere totalmente sincero in ciò che scrivi, senza i t...

GIORNO ZERO - TU e IO

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Devo scrivere proprio al me stesso del futuro? NO quando mi hanno fatto questa domanda la risposta è stata naturale, ma poi ci sono tornata su e ci ho pensato e ripensato.  Come la vita mi sta insegnando la risposta giusta è sempre la più semplice,avrei dovuto tenere valido il "NO" iniziale, eppure io ci ho penso e ripensato, ed ecco la risposta. NO.  In questi giorno ho parlato moltissimo del "MIO PROGETTO", ma non è vero, questo è il TUO progetto. Sei tu che decidi cosa e come scrivere, che decidi quando e se, che decidi a chi scrivere.  Io sono solo un mezzo, qualcuno con quel tanto di follia necessaria a provocarti, sfidarti, invitarti a raccontare te stesso.  Cos'ho fatto se non creare uno spazio e pubblicizzare l'idea? Sei TU che scriverai la tua storia, che vorrai o non vorrai raccontare qualcosa di come questa crisi sta cambiando o ha cambiato la TUA vita, di come sarà o vorresti che fosse il TUO futuro e quello delle per...

GIORNO ZERO - OBIEZIONI

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Non so scrivere. Non ho tempo. Non ho niente da dire.  NON. Complimenti per il progetto, davvero bello, davvero interessante, davvero...  MA.  So che guardarsi dentro non è facile, può essere scomodo e fare paura. Proprio per questo non si tratta solo di scrive la propria storia, il proprio vissuto, ma anche di condividere l'esperienza degli altri. Di chi sta sperimentando quello che sperimenti tu, di chi sta facendo lo stesso percorso, ma anche di chi invece percorre un'altra strada, sotto lo stesso cielo. Nei messaggi che ho ricevuto e sto ricevendo trovo tanta passione e curiosità, ma anche titubanza, paura di non essere all'altezza, di non avere tempo. Il mio mio invio, prima ancora di prendere carta e penna, è di leggere le storie degli altri, di chi può essere o non essere nella nostra stessa condizione. Tristemente si dice "mal comune mezzo gaudio", ma il mio augurio è che la speranza e i sogni comuni siano un aiuto concreto per guardare i...

GIORNO ZERO - AMANTI E SOLDATI

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Perché un lettera e non un video? Siamo nel ventunesimo secolo, chi scrive più lettere? Una delle domande a cui mi è stato chiesto di rispondere più volte in questi giorni è proprio il perché abbia scelto uno strumento di comunicazione che può sembrare così obsoleto.  Questa è l'epoca dei social network, della battaglia tra Tik Tok e Youtube.  Instagram, Facebook, Whatsapp, Snapchat e molti altri mezzi ti permettono di condividere "la tua storia", ogni giorno.  Si tratta di video e immagini, non di vecchie e polverose lettere. La tua storia viene pubblicata e condivisa con i tuoi amici per quanto, 24 ore? E poi? Cosa resta di quel momento? Cosa hai davvero vissuto. Ma soprattutto quanto di vero c'è in quei pochi istanti? Sei davvero tu? O stai solo cercando l'approvazione degli altri, di ricevere qualche "like" e mostrare la tua meravigliosa vita. I tuoi 15 minuti di celebrità Sarò schietta e brutale. L'obiettivo non è dire a tutti...

GIORNO ZERO - PAZIENTE ZERO

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Settimana scorsa ho iniziato con te questa avventura. Il mio obiettivo era abbastanza chiaro (almeno per me), anche se, sinceramente, non avevo idea di come sarebbe andata a finire. Da quando ho lanciato l'iniziativa sono stata letteralmente bombardata di messaggi ed e-mail. Mi aspettavo, ingenuamente, di ricevere storie e racconti nell'arco delle ore successive e invece no. La risposta c'è stata, ma non come mi sarei aspettata. Curiosità, interesse, domande. Tante domande. Ma partiamo dall'inizio, da cosa mi ha portato qui, poi risponderò alle domande, a tutte, una ad una.  Non mi piace parlare di me stessa, non saprei cosa dire, o meglio da dove partire. Ci sarebbero così tante cose che potrei raccontare, ma il mio obiettivo non è presentarmi, ma rispondere a una semplice domande: Cosa mi ha portato qui.  Semplice, non direi.  E' il 2016, alla radio parlano di questo ragazzo che scrive una lettera al sé stesso del futuro, di quando sarebbe st...

E poi?

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Non faccio che chiedermi cosa succederà domani. Quando i negozi ricominceranno ad aprire, la gente ad uscire per strada. Quando sembrerà che stia per tornare la normalità. Cosa avremo imparato? Il mio invito è di scriverci una lettera. Scrivi una lettera a te stesso, al te che sarà uscito da questo lungo week end di pioggia. Raccontagli come stai e chiediglielo. Parla dei tuoi progetti, delle tue paure, dei tuoi desideri. Chiedigli com’è il mondo là fuori, cos’è cambiato e di cosa ci si è già dimenticati. Chiedigli come ha fatto a sopravvivere, dove ha trovato la forza per andare avanti. È il tuo migliore amico. Puoi confessargli qualsiasi cosa. Tu non lo conosci, ma ti sarai fatto un’idea di come potrebbe essere, di come vorresti fosse, diglielo. Chiediglielo. Aiutati a non dimenticare quanto stiamo vivendo. L’importanza storica di questi fatti sarà narrata nei libri di storia. Racconta la tua storia, non è importante saper scrivere quando parli ad un amico fidato Mandami la...